ANTONIO DI PIETRO? DIFENDE A SPADA TRATTA LA RAGGI: “IL MIO CARO AMICO BEPPE GRILLO NON HA TORTO QUANDO LAMENTA CHE ALCUNI GIORNALISTI…”

ANTONIO DI PIETRO? DIFENDE A SPADA TRATTA LA RAGGI: “IL MIO CARO AMICO BEPPE GRILLO NON HA TORTO QUANDO LAMENTA CHE ALCUNI GIORNALISTI…”

Direttamente dal suo profilo facebook, il giudice di Mani Pulite, di Tangentopoli, Antonio Di Pietro, fa sapere ai suoi fans cosa pensa del polverone mediatico che in questi giorni ha agitato l’Italia.

E’ d’accordo a metà con Grillo, nel senso che condivide alcune scelte, poco altre. Ma ecco le sue parole:

“Il mio amico Beppe Grillo ha fatto una cosa che condivido totalmente e una cosa che non condivido per niente. Condivido il nuovo codice etico, perché l’avviso di garanzia vuol dire tutto e non vuol dire niente, così come è troppo e troppo poco collegare ad un procedimento penale la credibilità di una persona. Non condivido per niente invece la cosa del tribunale popolare, che non ha né capo né coda, addirittura con le persone scelte a caso”.

Il giudice poi continua: “Evidentemente e indubbiamente è provocazione, Beppe Grillo è troppo intelligente per aver pensato davvero a un tribunale popolare e a un tribunale speciale. Sicuramente, alcune persone, nel fare comunicazione prendono uno stuzzicadenti e lo fanno diventare una trave. Prendete il caso Raggi, crocefissa ancor prima di aver ricevuto un avviso di garanzia. Capisco la ragione per cui Grillo è amareggiato, ma non puoi fare di tutta l’erba un fascio. Non tutti gli organi d’informazione sono da buttare al macero. Su Virginia Raggi, comunque, alcuni media adottano il principio di colpevolezza. Io sugli avvisi di garanzia ne so più di tutti: li ho fatti e li ho ricevuti. Ho visto tutte e due le facce della medaglia. Non si può criminalizzare qualcuno in base ad un avviso di garanzia. Questa è una cattiveria ingiusta e ingiustificata. Per difendere la mia onorabilità, ad oggi, ho dovuto promuovere 463 procedimenti. Non va criminalizzata l’informazione. Meglio una informazione libera con un giudice che di volta in volta stabilisce la verità, piuttosto che un informazione col bavaglio o peggio ancora con un tribunale popolare. Grillo non ha torto quando lamenta che alcuni giornalisti utilizzano la propria professione per fini diversi rispetto all’informazione, ma bisogna distinguere caso per caso”. Queste le sue parole…

Caro giudice, condividiamo molte delle sue parole, però, e magari siamo di parte, crediamo che Grillo con la sua uscita, abbia semplicemente voluto difendere un diritto sacrosanto delle persone e cioè quello di esprimere il proprio pensiero! Un diritto sancito dalla Costituzione stessa! Ha probailmente parlato di giuria popolare, riferendosi al fatto che se lo Stato si è attrezzato con i debunker per scovare le bufale in rete, è evidente che non deve essere lo Stato ad eleggere e promuovere qualcosa che i cittadini non vogliono! Il senso è insomma, ok le bufale non vanno bene, tutto quello che volete, ma deve essere il popolo a decidere ciò che è giusto e ciò che non lo è, LO STATO DOVREBBE SOLO “ESEGUIRE” IL VOLERE POPOLARE (OVVIAMENTE IN MANIERA DEMOCRATICA, ONESTA E NON FOLLE) ED INVESTIRE IN CULTURA OLTRE CHE SANITA’ E WELFARE IN GENERALE!

Fonte: Antonio Di Pietro, profilo facebook

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